Una mostra fotografica a Napoli In ricordo di Giancarlo Baghetti

Una mostra a Napoli in ricordo di Giancarlo Baghetti di Bianca Carretto

Corriere.it Motori (27.11.14)

Corriere.it Motori (27.11.14)

 

Una mostra a Napoli in ricordodi Giancarlo Baghetti.

Pilota Ferrari e giornalista affermato è scomparso 19 anni fa. Il tributo del figlio Aaron nella rassegna «Alza lo sguardo»

di Bianca Carretto

 

Sono 19 anni che Giancarlo Baghetti è mancato, era un pilota Ferrari e di Formula 1, sua moglie Chichi, la ragazza che negli anni 60 aveva fatto girare la testa a mezza Milano, ma aveva scelto lui, dice «dopo tanto tempo non riesco ancora ad accettare che Giancarlo non ci sia più, io ed Aaron non riusciamo lasciarlo andare via».

 Dalle corse alle pagine dei giornali

Aaron , il figlio, inaugura in uno spazio espositivo dell’aeroporto internazionale di Napoli, una mostra dedicata a suo padre che si chiama «Alza lo sguardo». Espone immagini del mondo moderno in cui ognuno è preso dal proprio quotidiano e vive, fermo, in un presente distratto. Giancarlo, invece, era un gentiluomo che amava le auto, unico esordiente ad avere vinto un Gran Premio di F1 alla prima gara. Succedeva a Reims, in Francia, il 2 luglio 1961, dopo aver battuto, in volata, l’americano Dan Gurney alla guida di una Porsche. Lorenzo Pilogallo, allora capo dello sport del Corriere della Sera, scrisse «l’automobilismo italiano ha il suo nuovo campione». Nel 1968, dopo aver lasciato le competizioni, continuò ad occuparsi di auto a livello giornalistico – scriveva anche per le pagine dei motori del Corriere – tanto da divenire direttore del settimanale della Mondadori, Auto Oggi. Era gentile, prudente come tutti i veri campioni, odiava le presentazioni in cui era necessario alzarsi all’alba per prendere un aereo, non se la tirava per niente. I ricordi vanno ad una prova su di una spiaggia tunisina con la Renault Frog, sfidando le onde, senza rimanere insabbiati. Oppure a un’intervista all’attrice Jerry Hall, moglie di Mick Jagger, che invece di fotografare, corteggiò tutto il tempo. La Ferrari ha bisogno di almeno due anni –così dicono gli esperti – per ritornare vincente, ma quanto tempo ancora dovremo attendere per avere un pilota italiano al volante della rossa di Maranello? Sergio Marchionne, il nuovo presidente, prima o poi, lo estrarrà dal suo cilindro magico.

27 novembre 2014 | 10:38 Corriere. it / Motori

 

Una mostra fotografica per Giancarlo Baghetti

 

Una Mostra dedicata a Giancarlo Baghetti (1.12.14)

Una Mostra dedicata a Giancarlo Baghetti (1.12.14)

Una mostra per Giancarlo Baghetti (Repubblica.it)

“ALZA LO SQUARDO/TILT UP” è la rassegna fotografica che gli è stata appena dedicata a Napoli. Da non perdere. di ALFIO MANGANARO.

Quando ti capitava la fortuna di provare una nuova auto seduto affianco di Giancarlo Baghetti vivevi un’esperienza indimenticabile, ma veramente indimenticabile. Guidava su strade normali con una semplicità unica anche a velocità sostenuta come se fosse su dei binari, chiacchierava rilassato e ti descriveva le caratteristiche del mezzo come se fossimo in un salotto. Ti trasferiva un senso di sicurezza e di padronanza dell’auto che difficilmente si poteva provare un occasioni simili. Giancarlo era veramente quello che spesso ci capita di dire di personaggi dotati di una classe straordinaria :”un vero Signore”. Mai sopra le righe, elegante, colto e sempre con un sorriso sulle labbra e negli occhi che ti trasmetteva la sua tranquillità intellettuale.

Giancarlo Baghetti nacque a Milano il giorno di Natale del 1934 in una famiglia benestante, il padre era un industriale siderurgico.
Con una forte passione per le automobili, a 22 anni, siamo nel 1956, inizia a correre con delle Alfa Romeo in gare di regolarità e in gare in salita vincendo spesso sino a piazzarsi secondo di categoria alla Mille Miglia del 1956.

Nel 1959 passa alle ruote scoperte e nel 1960, con una Dagrada Formula Junior motorizzata Lancia, vince il Trofeo Vigorelli ed alcune prove organizzate dalla CSAI per piloti neofiti. Che fosse un talento lo confermò la conquista della Coppa Fisa, nata su iniziativa di Eugenio Dragoni, patron della Scuderia Sant’ Ambroeus, che era alla ricerca di un pilota da lanciare in F1. Secondo si classificò Lorenzo Bandini e proprio in quell’occasione iniziò quella dualità che avrebbe diviso schiere di tifosi italiani: i due vennero soprannominati:  “i B.B. del volante”.

Poi, finalmente, la Formula Uno. Baghetti esordisce il 2 luglio 1961 a Reims nel 47esimo Grand Prix de l’ACF  al volante di una Ferrari 156 F1 messa a disposizione dalla Federazione Italiana Sport Automobilistici. E qui accadde quello che oggi sarebbe inimmaginabile. Pur essendosi piazzato in dodicesima posizione durante le qualifiche, Baghetti vince il Gran Premio: nella storia della Formula Uno è il primo e unico caso di vittoria di un pilota nella gara d’esordio.
Nel 1961 Baghetti partecipa ad altre due gare, sempre sulla stessa Ferrari 156: il GP di Gran Bretagna e quello d’ Italia. In entrambe le occasioni è costretto al ritiro: al 27° giro sul circuito di Aintree e al 13° a  Monza dove comunque fa registrare il giro più veloce in gara.
Negli anni a seguire, continuò a correre senza però ottenere risultati degni di nota a parte le vittorie nel Gran Premio di Siracusa e  nel Gran Premio di Napoli nel 1961.

Dopo il ritiro, si dedicò con passione alla carriera giornalistica nel mondo automotive, arrivando ad essere Codirettore del settimanale Mondadori AutoOggi, e diventando un punto di riferimento per i colleghi del settore grazie alla sua grande conoscenza dell’automobile.
Morì a Milano a soli sessantun anni, dopo lunga malattia, il 27 novembre 1995.

Per ricordare “un padre speciale” il figlio Aaron, affermato fotografo internazionale, gli dedica in questi giorni una Mostra fotografica intitolata “ALZA LO SQUARDO/TILT UP” che sarà possibile ammirare nello Spazio dell’Arte dell’Aeroporto di Napoli.